Che nostalgia.
Può la vita di una persona essere paragonata ad una lunga partita di pallone? E' davvero possibile usare la metafora calcistica per spiegare tutti i "fatti della vita"? Io cerco una chiave, uno spartito entro il quale raccontare semplici fatti della mia misera esistenza e, magari, comunicare qualche pensiero di senso compiuto. Per una spiegazione più esauriente vi rimando al post "Benvenuti!" e mi auguro di trovare lungo il cammino tanti compagni di viaggio. Buona lettura
sabato 23 marzo 2013
Nonsolocalcio
Ricordo una domenica mattina. Mi sveglio e sento la televisione accesa in salotto. É molto presto, forse nemmeno c'è il sole, é inverno. Mi alzo e vado in salotto anche io e trovo mio padre davanti alla TV che guarda la gara di Formula Uno o forse é lui che viene a svegliarmi, non ricordo. Mi fa sdraiare sul divano, testa sul bracciolo. Poi prende una coperta e mi avvolge. Rimane in piedi a guardare la partenza. Io mi accoccolo e ascolto la telecronaca che dopo un po' diventa solo un piacevole rumore di sottofondo. Sento anche i rumori dei motori, un rumore che le telecronache moderne hanno eliminato. Comincia lentamente la giornata, una di quelle meravigliose domeniche anni '70 a casa De Cesare. Alle 9 la messa e poi gli scout, mentre papà lava la macchina e mamma cucina il ragù. Poi il pranzo, Domenica In, Zeb Mc Caine, 90* minuto con Paolo Valenti, i giochi sulla moquette.
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